L’aspirazione delle polveri in ambito produttivo è necessaria per rendere salubre l’ambiente lavorativo. Gli obiettivi per questi impianti sono molteplici: ridurre l’inquinamento atmosferico in un contesto europeo nel quale le normative ambientali sono sempre più stringenti, recuperare gli scarti delle lavorazioni (come ad esempio accade per il taglio del legno) o limitare il livello acustico che può derivare dal funzionamento degli organi di filtraggio. Le polveri sono in genere originate da lavorazioni meccaniche, la composizione chimica è la stessa dell’elemento di origine (a differenza dei fumi) e le dimensioni delle particelle sono superiori al micrometro.

Applicazioni

I settori nei quali si fa uso di questi impianti sono: artigianato, metalmeccanico, chimico, tessile, alimentare ed altri. Per ogni settore si devono studiare delle soluzioni specifiche. Il servizio è complesso perché si compone non solo della fornitura, ma anche della progettazione, della manutenzione e della eventuale progettazione di modifiche ad impianti già esistenti. Per la prima categoria si possono citare a titolo di esempio: falegnamerie (nelle quali la lavorazione del compensato produce polveri che vengono recuperate attraverso delle cappe aspiranti e successivamente riutilizzate); per la seconda fabbriche per lavorazioni meccaniche quali smerigliatura, sabbiatura, fresatura ecc…; per la terza: carrozzerie e aziende siderurgiche (per le quali è importante la rapidità e l’efficienza della manutenzione visto che si lavora a ciclo continuo); per la quarta aziende che effettuano la cinzatura dei tessuti.

Filtraggio dell’aria e impiantistica

In funzione dei principi sfruttati si distinguono tre categorie di processi:
1) Fisico. La separazione è ottenuta con azioni meccaniche, elettrostatiche o di condensazione.
2) Chimico. Ad esempio tramite combustione o soluzioni liquide. Da notare che in questo caso la natura della sostanza filtrata viene modificata con il trattamento.
3) Biologico. Si utilizzano degli organi biologici.
queste tre tipologie di filtraggio possono anche essere utilizzate contemporaneamente attraverso più passaggi.
Spesso gli impianti sono caratterizzati da una parte di aspirazione che deve essere progettata per coprire le aree più critiche della produzione e una parte terminale di abbattimento delle polveri. Si deve scegliere tra le numerose attrezzature a disposizione in base alla tipologia, alla morfologia ed alla quantità di polvere da filtrare.

Prodotti

I componenti che solitamente fanno parte di queste applicazioni sono: cicloni (macchinari che sfruttano la forza centrifuga per depurare l’aria), filtri a maniche (l’azione meccanica può essere svolta da carta, metallo, ceramica) filtri a carbone attivo (adatti ad eliminare sostanze volatili ma anche odori), filtri cassonati per cappe aspiranti (rendono possibile la raccolta delle polveri), scrubber Venturi (filtri ad umido che sfruttano il principio dell’effetto Venturi) box insonorizzati (per limitare la rumorosità entro i limiti di norma), condotte d’aria, condotte di aspirazione, camini, collettori, tubazioni zincate o in inox, cisterne con eventuali coibentazioni, piccoli accessori (ad esempio flessibili e deviazioni) e carpenteria varia. Ci sono anche dei filtri particolari che servono a raccogliere in maniera opportuna le polveri che presentano il pericolo di esplosione. La classificazione di questo componente è denominata ATEX.

Per maggiori informazioni sui sistemi di abbattimento polveri clicca qua.